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Paesaggio fluviale con caseggiati e lavandaie

Paesaggio fluviale con caseggiati e lavandaie

Consalvo Carelli

Opera della fine degli anni Trenta dell’Ottocento, dunque ancora di fase giovanile durante il soggiorno romano, questo Paesaggio fluviale presenta una soluzione che collega due ispirazioni: le nuove idee d’uno sguardo diretto al paesaggio e l’allestimento – in qualche modo scenico – d’una composizione che mira a soddisfare un più tradizionale senso d’armonia.
Paesaggio con pastori e armenti

Paesaggio con pastori e armenti

Crescenzio Onofri

La tela, attribuita alla mano di Crescenzio Onofri, è databile agli ultimi anni del Seicento. Nel sereno paesaggio, incorniciato da due quinte arboree e animato da piccole figure di personaggi e di animali, lo spazio è scandito in diversi piani.
Paesaggio della campagna romana

Paesaggio della campagna romana

Crescenzio Onofri

Il dipinto, databile agli ultimi anni del XVII secolo, raffigura un vasto paesaggio che idealmente ritrae la campagna romana. Sullo sfondo compaiono un borgo protetto da robuste torri e la sagoma di un monte ispirata a quella del Soratte, che domina la valle del Tevere a nord di Roma. Sulla destra, una maestosa quercia secolare inquadra l’immagine al modo di una quinta scenografica.
Paesaggio toscano

Paesaggio toscano

Cristiano Banti

Il rettangolo allungato, stretto, di questo Paesaggio toscano di Cristiano Banti, profila la striscia di terreno che, partendo dal lato sinistro dell’opera, si spinge verso il lato destro. Questa striscia digrada lentamente sino a scomparire come se fosse inghiottita dal terreno.
La punta di Pallanza

La punta di Pallanza

Daniele Ranzoni

Gli unici e sporadici dipinti dedicati al paesaggio da Daniele Ranzoni furono quelli dedicati al lago Maggiore sulle cui sponde era nato e aveva trascorso la vita. In questa intensa veduta del lago, Ranzoni offre un saggio della sua raffinata sensibilità alla luce e al colore. Il dipinto è databile agli ultimi anni dell'artista che muore nel 1889.
Fuochi sul mare alla Festa del Carmine

Fuochi sul mare alla Festa del Carmine

Edoardo Dalbono

L’opera, da collocare nella parte finale dell’attività di Dalbono, presenta i fuochi d’artificio sullo sfondo lineare della riva che essi illuminano, mentre in primo piano, spostata verso il lato destro del dipinto, una barca reca personaggi presenti allo spettacolo.
Marina con barche e pescatori

Marina con barche e pescatori

Edoardo Dalbono

Questa Marina con barche e pescatori presenta una struttura estremamente semplice: tra cielo e mare, una barca da pesca con le due vele grandi dispiegate l’una accanto all’altra. La vela più vicina al riguardante è orientata nella direzione opposta all’orizzonte solare, e dunque appare scura mentre l’altra, in parte nascosta dalla prima, accoglie la luce.
Per Cornelia II

Per Cornelia II

Eliseo Mattiacci

Una sfera armillare, resa con un groviglio di fili di rame è sostenuta, nel vuoto, da due filiformi tondini di ferro agganciati ad una lamina smaltata di nero a forma di falce di luna. E' una scultura gentile e 'leggera' che si iscrive nella serie delle opere ”spaziali-cosmiche-astronomiche” (come scrive Bruno Corà), che dagli anni Ottanta caratterizzano la sua produzione.
Immagine del tempo ’59, n. 3

Immagine del tempo ’59, n. 3

Emilio Vedova

Nel grande spazio turbato della tela bislunga, alta quasi tre metri, corrono i neri sul manto dei bianchi; un torrido giallo – quasi un cuore – crepita al centro della composizione, rotta in ogni suo punto in singulti, scontri, violenze.
Superficie blu

Superficie blu

Enrico Castellani

La superficie, rigorosamente monocroma, è rialzata ai quattro margini da chiodi simmetricamente disposti alla medesima distanza uno dall’altro – a destra e a sinistra, in alto e in basso – così da separare la tela dal suo telaio.

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