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Divisionismo

Divisionismo

Il Divisionismo prende nome dal principio di “dividere” i colori, accostandoli sulla tela invece che mescolarli sulla tavolozza e sostituendo quindi alla loro miscela fisica quella “ottica” ovvero la miscela realizzata dall'occhio. Come tendenza della pittura italiana il divisionismo nasce dopo il 1885 e rimane operante fino alla metà del secondo decennio del Novecento.
Il Futurismo

Il Futurismo

Il Futurismo è stato, come ben noto, il più importante movimento artistico d'avanguardia nell' Italia del primo Novecento ed è considerato alla stregua di una violenta ondata che ha travolto ogni forma della tradizione, per approdare a un'inedita visione basata sull'esaltazione della velocità e del movimento.
Tra Metafisica e approcci surreali

Tra Metafisica e approcci surreali

La Metafisica è una tendenza artistica italiana che nasce nel 1910 con la pittura di Giorgio de Chirico, allora a Firenze dopo gli anni di Accademia trascorsi a Monaco di Baviera; egli successivamente sarà a Parigi, e a partire dal 1915-16 a Ferrara. In quest'ultima città De Chirico incontra Carlo Carrà, reduce dalla militanza futurista, che prende a modello la formula dechirichiana attribuendo per la prima volta il nome di “Pittura metafisica” al proprio stesso lavoro.
Tra le due guerre, al di là del “ritorno all’ordine“

Tra le due guerre, al di là del “ritorno all’ordine“

Tra gli anni Venti e gli anni Quaranta hanno luogo in Italia come in tutta l’Europa molte vicende che costruiscono una vera e propria fase nella storia dell’arte moderno-contemporanea. Prendono campo artisti che, nati nella seconda metà del primo decennio del Novecento e negli anni Dieci, non hanno partecipato né alla rivoluzione artistica realizzata dalle avanguardie storiche né alle esperienze dei “ritorni all’ordine”, se non taluni in modo del tutto marginale.
Tre grandi isolati del XX secolo: Morandi, de Pisis, Pirandello

Tre grandi isolati del XX secolo: Morandi, de Pisis, Pirandello

Questo percorso riunisce le opere di tre grandi pittori italiani che hanno svolto il loro cammino distanti da gruppi e movimenti, in una condizione che è lecito definire come solitaria. Tragitti creativi, sono appunto quelli di Giorgio Morandi, di Filippo de Pisis e di Fausto Pirandello, che hanno segnato profondamente la vicenda della pittura italiana del secolo scorso, imprimendovi l’impronta della loro altissima qualità;
Scultura italiana del secondo dopoguerra

Scultura italiana del secondo dopoguerra

La scultura italiana dal secondo dopoguerra a oggi è ricca di nomi prestigiosi, che hanno saputo conservare al nostro paese quel primato nel campo della plastica che ha antiche origini e tradizioni, perpetuatesi dall'antichità romana e dal secolo di Arnolfo e dei Pisano, fin nel campo del moderno, con sommi artisti del calibro di Donatello, di Jacopo della Quercia, di Michelangelo Buonarroti o di Lorenzo Bernini e Antonio Canova.
Italia 1946-1954: dal Neocubismo all’“Astratto-Concreto”

Italia 1946-1954: dal Neocubismo all’“Astratto-Concreto”

Il 26 ottobre 1946 Birolli, Guttuso e Morlotti firmarono a Roma, nello studio di Guttuso, una breve lettera indirizzata ai “carissimi ex-Secessionisti” (fra i quali Pizzinato, Santomaso e Vedova) in cui comunicavano loro la decisione di mutare il nome precedentemente ipotizzato di “Nuova Secessione Artistica italiana” in quello più battagliero di “Fronte Nuovo”.
1954-1970: forme dell’astratto

1954-1970: forme dell’astratto

Il 1954, ed i mesi che quel crinale hanno immediatamente anticipato e seguito, è davvero un tempo cruciale per l’arte italiana. Può dirsi che a quella soglia tanti nostri artisti spicchino il balzo verso la loro più alta maturità.
Dal 1970 in avanti: altre forme dell’astratto

Dal 1970 in avanti: altre forme dell’astratto

Con gli anni Settanta, e in particolare allo scadere del decennio, può dirsi concluso, ovunque nel mondo, il tragitto più alto ed innovativo della pittura astratta, intesa quanto meno come luogo unico o privilegiato in cui si ricoverino le ricerche più avanzate.
Alternative aperte verso alcuni degli svolgimenti del secondo Novecento

Alternative aperte verso alcuni degli svolgimenti del secondo Novecento

Nella parte finale della fase artistica tra le due guerre prendono corpo in modo sempre più evidente orientamenti che non solo rifiutano le linee culturali “autarchiche” del “novecentismo”, ma ne prescindono sempre più radicalmente. L’area dei riferimenti culturali si estende al di là della linea centrale dell’arte moderna francese, e al di là delle pur originali espressioni radicate, come era stato per la Scuola romana, entro realtà e umori locali.

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