Filippo De Pisis, Veduta di Burano

Veduta di Burano

Veduta di Burano

È fatto di nulla, questo quadretto che raffigura, al centro, perfettamente parallela al piano di posa, una gondola su un canale veneziano, e dietro ad essa le povere case di una Burano ancora soltanto artigiana. Senza prestigio od orpelli, la piccola tela sembra vivere contenta del poco che De Pisis sceglie di raffigurarvi: l’aria ferma e come rarefatta di una calda giornata di sole, in una Venezia dove egli è tornato come ad una sua antica radice, e dove s’è reso – per la prima volta ! – proprietario di una casa (“la bella casa”, scriverà più volte, orgoglioso, nel diario), che arreda fra mille spese.
Forse anche il nuovo tenore di vita che s’è dato, più ancora dell’esempio di Guardi e del vedutismo veneziano del Settecento che ha sotto gli occhi, lo spinge – ora che il mercato gli dimostra maggiore interesse – a recuperare quella pittura celere e briosa, quella lieve “stenografia” che aveva scoperto a Parigi e poi a Londra negli anni Trenta, che gli consente di assecondare il suo proposito di licenziare “un quadro al giorno”: per sé, per i collezionisti che si moltiplicano, per i mercanti che fanno la fila davanti al suo studio. È il ’47 la data che spetta a questa piccola tela: ed è questo, anche, uno degli ultimi anni sereni di De Pisis, che poco dopo dovrà misurarsi quotidianamente con l’aggravarsi della sua malattia nervosa.

Cronologia

1947

Materia e tecnica

Olio su tela

Misure

cm 41 x 58

Compilatore

Fabrizio D'Amico

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