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Antonio Mancini, I fiori bianchi
Tipologia
Dipinto
Soggetto
Figurativo
 
 
 
Cronologia
1880
Materia e tecnica
Olio su tela
 
 
 
Misure
cm 33 x 26
Compilatore
Augusta Monferini
 
 
 
Descrizione
Il volto infantile ma attento del giovinetto emerge dal buio, giocato sul contrasto tra i chiari e gli scuri: il ramo di fiori bianchi squilla sulla giubba di un nero assoluto. Ha il capo leggermente inclinato e rivolto verso un qualcosa o un qualcuno 'fuori campo', sotto la massa morbida di riccioli ravvivati da colpi di luce. Il suo sguardo candido è luce dell'anima che si sprigiona dal viso puro e gentile: immagine della fanciullezza incontaminata. Tra il settimo e l'ottavo decennio dell'800, Mancini si concentra sulla rappresentazione di giovinetti (saltimbanchi, monelli scolaretti, cantori, scugnizzi, prevetarielli) che divengono tema ricorrente della sua penetrante osservazione. La simpatia per gli umili e gli innocenti dà vita a una pittura che non è mai effimera tranche de vie o bozzettismo pittoresco, ma frutto di una penetrante esplorazione dell'animo umano. Mancini (l'artista 'sgrammaticato', secondo uno dei tanti luoghi comuni che hanno svilito la fama del grande pittore), era al contrario un uomo dalla cultura visiva molto vasta, che aveva viaggiato e visitato i musei del mondo suscitando gli entusiasmi di artisti illustri come Sargent e Mesdag. Era inoltre appassionato della pittura del Cinquecento e del Seicento italiano, e così dei grandi maestri stranieri del passato come Velasquez e Rubens. Vittorio Pica dirà di lui “Mancini è un occhio, ma un occhio eccezionale” e lo stesso artista nelle sue lettere dirà: “comprendo la buona pittura, la stima dei più illustri artisti mi assicurava che ero buono di farla, non solo, ma di comprenderla”. La passione per l'arte del passato aveva generato uno stile libero da ogni traccia accademica e negli stessi anni in cui a Parigi trionfava l'Impressionismo, l'artista coniava una pittura nuova e audace che nel suo linguaggio essenziale e vibrante dai densi impasti, indicava nell'impatto della luce una alternativa ai maestri del plein air.
I fiori bianchi
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