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Achille Perilli (Roma 1927)

Achille Perilli nasce a Roma nel 1927. Compie studi classici, allievo all’università di Lionello Venturi. Nel ’47 dà vita con altri giovani a “Forma”, primo gruppo astrattista italiano, che si propone di rendere possibile la coabitazione fra “formalismo e marxismo”. Con i compagni residenti a Roma e con i colleghi milanesi promuove e partecipa alle principali mostre d’arte d’avanguardia del dopoguerra, in Italia e all’estero (tra l’altro a Parigi, Praga Salisburgo, Vienna, Monaco, Copenaghen, Helsinki, Zurigo). A Parigi, dove si reca più volte, conosce e frequenta, fra gli altri, Arp e Magnelli, dai quali viene presto indotto ad abbandonare l’iniziale post-cubismo per una più rigorosa astrazione concretista.
Negli anni Cinquanta, che lo vedono partecipare da protagonista a molte enclave internazionali d’ispirazione dadaista, della cui cultura cui si fa primo e importante tramite in Italia, aderisce ad una pittura fondata sul segno, all’interno della quale nasceranno i primi capolavori, oggi largamente rappresentati in numerose collezioni pubbliche internazionali. Alla Biennale veneziana, dove è stato per la prima volta nel ’52, ha vaste sale personali nel ’62 e nel ’68. Ha fondato e diretto, con Gastone Novelli, la rivista “L’esperienza moderna”, decisiva fonte di aggiornamento sulle ultime correnti dell’arte internazionale, e sponda cruciale, in particolare, per il rapporto della nostra cultura artistica con quella francese.
Lavora intanto, intensamente, per il teatro. Partecipa sin dalla fondazione al “Gruppo 63”, poi fonda la rivista “Grammatica”, nata dalla collaborazione con Giuliani e Manganelli, a conferma della propensione ormai largamente multidisciplinare dei suoi interessi. Dalla fine degli anni Sessanta la sua pittura volge ad immaginare una geometria paradossale e impazzita, che in varie forme, fino al recente impegno delle sculture degli ‘Alberi’, lo occuperà sino ad oggi.
Da alcuni anni Perilli vive e lavora ad Orvieto.


Fabrizio D'Amico