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Gino Severini (Cortona 1883 - Parigi 1956)

Gino Severini nasce a Cortona nel 1883, si spegne a Parigi nel 1956. All'età di sedici anni si trasferisce a Roma dove per sopravvivere è costretto a mille mestieri; frequenta tuttavia, la sera, la scuola di disegno. Nel 1900 conosce Boccioni e l'anno successivo Giacomo Balla, nel cui studio, insieme a Boccioni, apprende la tecnica divisionista. Nel 1906 si trasferisce a Parigi dove approfondisce lo studio del Divisionismo guardando alle opere di Seurat, attratto dalla sua pittura chiara e costruttiva, doti che in certa misura e in modo del tutto originale riesce a far proprie. Nel 1910 è tra i firmatari del Manifesto dei Pittori Futuristi, facendo poi da tramite tra l'avanguardia cubista e il gruppo italiano. Sollecita Boccioni e Carrà a venire a Parigi ed è ancora lui ad organizzare la prima mostra futurista nel 1912 alla Galleria Bernheim Jeune. Per Severini i due movimenti invece di contrapporsi avrebbero dovuto fondersi in una fertile contaminazione associando valori costruttivi e impulsi dinamici e coloristici. In seno al Futurismo Severini occupa un posto a sé, anche nella scelta tematica consistente in visioni di Cabarets e Boites de nuit, più ballerine che macchine. Il suo dinamismo non ha l'empito drammatico e il vitalismo di quello boccioniano, risolvendosi in una visione caleidoscopica e in un intarsio ritmico di forme frantumate e colori squillanti.
Fin dal 1915, presentendo il clima europeo del “ritorno all'ordine”, Severini ripiega su moduli classici e proporzioni ispirate dalla magia del”Numero”. Nel 1921 esprime le proprie idee in un saggio intitolato Du Cubisme au Classicisme. Nel secondo dopoguerra ritrova la sua vena più autentica in un astrattismo geometrico dalle cromie vivaci ed eleganti.


Augusta Monferini