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Fabrizio Clerici (Milano 1913 - Roma 1993)

Nasce a Milano nel 1913. Studia architettura nella città natale e successivamente opta per la professione di pittore, trasferendosi a Roma e conservando tuttavia un interesse per il disegno, che struttura le sue immagini dai colori di tenue intonazione, spesso ispirate a visioni fantastiche di città o di monumenti archeologici. Pittore, scenografo e incisore è uno dei maggiori rappresentanti del Surrealismo italiano del dopoguerra. Il suo vero maestro è Savinio di cui restituisce una interpretazione intelligente e cosmopolita. Nel 1942 ottiene il Premio Pizzi a Milano e nel 1954 il Premio della Biennale veneziana. Nel corso della sua attività di scenografo, per la quale mostra una invenzione profonda e moderna, realizza scene per opere di Stravinskij e Purcell. Il suo gusto per città sepolte, ruderi e rovine archeologiche si risolve in uno stile più poetico e allo stesso tempo più 'realistico' di quello di Savinio e più meditato di quello dei surrealisti belgi. Questa sua fase stilistica si rispecchia nelle scenografie di opere di Monteverdi, Lulli e Goldoni, opere in cui ritorna a motivi surrealisti suggeriti dalla rivista “Minotaure”. Densa di simboli esoterici, la sua pittura si allinea al surrealismo europeo di cui egli diviene il più importante rappresentante nell'Italia del dopoguerra, stringendo una viva amicizia con de Chirico e Guttuso.

Augusta Monferini