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Giò Pomodoro (Orciano di Pesaro 1930 - Milano 2002)

Nasce nel 1930 a Orciano di Pesaro. A Pesaro frequenta l'Istituto Tecnico per Geometri e nel '51 si diploma, ma non eserciterà mai la professione. Esordisce a Firenze nella Galleria di Fiamma Vigo dove espone per la prima volta “scritture automatiche “ su carta e tela. Nel '54 si trasferisce con il fratello Arnaldo a Milano dove eseguono lavori di oreficeria. I due fratelli entrano presto in contatto con gli artisti dell'avanguardia e Giò già nell'anno successivo è avviato ad una intensa attività espositiva nella Galleria del Naviglio a Milano, del Cavallino a Venezia, dell'Obelisco di Roma. Nel '56 è invitato a partecipare alla Biennale di Venezia insieme al fratello, dove espone rilievi in argento che dedica ai Canti Pisani di Ezra Pound. A Venezia resta colpito dalle opere di Pollock, presenti nella stessa Biennale. In questi anni approfondisce il metodo per ottenere forme in negativo e le tecniche di reazione dei diversi materiali.
Nel '57 partecipa alla mostra Arte nucleare a Milano alla Galleria San Fedele, mentre le sue ricerche segniche lo avvicinano a Tancredi, Novelli, Turcato, Dorazio con cui organizza le mostre di “Continuità”.
Un cambiamento importante risale al '58,  anno di esecuzione dell'opera Ritrovamento: una tavola parietale larga quattro metri, su cui appare, in parte a rilievo, in parte ad impronta, un'immagine che evoca  tracce di una città sepolta o i resti fossili di un animale preistorico. << La stesura dei “segni” sul letto di argilla si organizza - commenta lui stesso - più fittamente secondo le direzioni principali della trama e dell'ordito, complicata da altri segni che attraversano diagonalmente i due movimenti in orizzontale e in verticale. L'organizzazione dei segni non è più organico-vegetale, ma è più mentale e fredda>>. Nel '59, a Parigi esporrà le prime “superfici in tensione”, dove forme piene e spazi vuoti si avvicendano in un flusso continuo. Al '64 risalgono gli studi sulle Strutture portanti che sviluppano l'idea di spirale come origine della tensione. I cicli, dagli anni Settanta sino alla fine, sono realizzati in pietra e marmo come Archi, Sole produttore, Contatti antagonisti. Muore a Milano nel 2002.



Augusta Monferini