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Francesco Somaini (Lomazzo 1926 - Como 2005)

Nasce a Lomazzo nel 1926. Dopo una iniziale esperienza post-cubista negli anni Cinquanta aderisce al linguaggio informale ed elabora una scultura proiettata nell'ambiente e nello spazio urbano. Le sue sculture sono spesso forme monumentali anche se l' embrione originario va cercato nel mondo delle presenze organiche. Elementi vegetali come le foglie cadute a terra e accartocciate servono d'appiglio per fusioni ardite di metallo pesante, bronzo e ferro. L'energia che vibra in questa scultura scaturisce da un costante contatto con un'idea di natura che la materia rivela nel frammento spezzato, nel cuore o nella sua carne viva al di sotto della pelle esterna. Le sue sculture spesso a forma di schegge sono grumi di materia fusa, pesante e porosa, quasi scorie e residui di energia compressa e latente.
Ma il suo organicismo vitalistico è anche visceralmente antropomorfico come, a partire dagli anni Sessanta, in sculture come Grande martirio piagato o Prometeo, o Piccolo personaggio del '64 dove lo schema umano è denunciato in sperimentazioni rischiose caratterizzate da modi sempre nuovi di trattamento della materia. E' dunque attraverso questa ricerca, questa interrogazione ansiosa sui risultati e sulla resa della materia, che Somaini ha mantenuto nel tempo la propria tensione vitale. Negli anni Settanta, come molti artisti della sua generazione, l'attenzione si rivolge alla progettazione urbana e all'interno delle strutture spaziali della città si impegna a studiare forme di inserimenti dinamici e coinvolgenti dei suoi organismi plastici.


Augusta Monferini