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Antonio Zanchi (Este 1631 - Venezia 1722)

Antonio Zanchi (Este 1631 – Venezia Nato ad Este il 6 dicembre 1631, fu allievo prima di Giacomo Predali nella sua città natale, e successivamente di Matteo Ponzone a Venezia; nella città lagunare rimase particolarmente affascinato dai vasti dipinti di Tintoretto e si accostò all’arte del romano Francesco Ruschi. La sua prima opera conosciuta è il disegno per il frontespizio di un libretto d’opera, quello de la Statira di G. F. Busenello, pubblicato a Venezia nel 1655.
Avvicinatosi alla pittura di Luca Giordano e di Giovanni Battista Langetti, Zanchi definì il proprio stile, caratterizzato da un marcato realismo delle figure e da drammatici effetti di chiaroscuro; divenne in questo modo il  principale esponente del gruppo dei cosiddetti “tenebrosi” ed uno dei più noti pittori attivi a Venezia. Agli anni Sessanta risalgono le tele di palazzo Albrizzi a Venezia (Sansone e Dalila, Alessandro davanti al corpo di Dario) o la monumentale Peste di Venezia nella Scuola Grande di S. Rocco (1666). Altre importanti opere di questo periodo sono conservate in numerose chiese e ‘scole’ veneziane. La fama raggiunta in questi anni gli portò un consistente gruppo di commissioni per la corte elettorale di Monaco, tra cui alcune opere per la Residenz ed una monumentale pala d’altare per la Theatinerkirche (distrutta nel 1944). Morì a Venezia il 12 aprile 1722.


Alessandro Zuccari