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Carla Accardi (Trapani 1924)

Carla Accardi nasce a Trapani nel 1924. Condivide sul finire degli anni Quaranta il cursus studiorum dei giovani, “formalisti e marxisti”, che assieme a lei (una donna: una delle prime nel nostro secolo XX a sapersi ricavare un suo spazio di prestigio all’interno delle vicende dell’avanguardia) costituiscono, nel 1947, il gruppo “Forma” (fra gli altri, i suoi conterranei Consagra e Antonio Sanfilippo, che Carla sposerà nel ’49). Con essi partecipa alle prime mostre collettive, fra le quali le molte mostre promosse dall’Art Club a Roma, Firenze, Torino, Milano. Nel ’50 ha la prima personale alla libreria dell’Age d’Or di Roma, cui seguiranno a breve quelle alla Salto di Milano e al Cavallino di Venezia.
Nel ’54, superato un “anno di crisi interiore, esistenziale”, entra in rapporto con il critico Michel Tapié, che ha patrocinato pochi anni innanzi l’“informel” ed ora tiene a battesimo l’arte post-informale che egli nomina “autre”. Tapié la inserisce in numerose collettive di grande rilievo, fra cui “Individualités d’aujourd’hui” (1955) e l’anno seguente “Structures en devenir”, entrambe a Parigi: il che le vale l’ingresso a pieno titolo nel gotha dell’arte italiana acclarata sul piano internazionale, insieme a Burri, Fontana, Capogrossi.
All’inizio degli anni Sessanta Accardi sperimenta tecniche e materiali estranei alla tradizione – il sicofoil, ad esempio – e disperde nell’ambiente quanto la pittura vincolava alla parete (vengono così le Tende, poi i Coni). Torna, quindi, alla pittura tradizionale, sempre in chiave rigorosamente astratta, e sempre mettendo al cuore della sua immagine un colore felice, incantato, davvero erede di Matisse, E in questa dimensione linguistica ed emotiva continua tutt’oggi una non stanca, né accademica, parabola ideativa.


Fabrizio D'Amico