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Vittorio Avondo (Torino 1836 - Torino 1910)

Vittorio Avondo (Torino 1836 – 1910), subisce giovanissimo l’influenza di Antonio Fontanesi, che fu l’artista determinante nello svolgimento della pittura di paesaggio in Piemonte.
Nel 1855 egli è a Parigi, dove prende contatto diretto con le opere sia dei pittori di Barbizon come Rousseau e Daubigny, sia di Corot, la cui pittura resta, per i francesi come per gli italiani dell’Ottocento,  una fonte primaria d’ispirazioni che svariano in una ricca gamma di soluzioni diverse.
Come peraltro per l’arte d’Ottocento in altre regioni d’Italia, e particolarmente a Napoli, anche per la pittura di Vittorio Avondo la lezione dei paesaggisti francesi riuniti a Barbizon negli anni Trenta ha una rilevanza evidente. Il soggiorno parigino, dal quale egli torna a Torino nel 1857,  fu dunque decisivo.
Avondo, a contatto diretto con gli altri protagonisti della pittura piemontese raccolti nella Scuola di Rivalta, rielaborò le diverse influenze subite in una visione propria: un’arte, la sua, che nel tempo si fa più spoglia, priva di ridondanze, ridotta all’essenziale e non priva d’una sottile malinconia.


Antonio Del Guercio