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Luigi Bertelli (Caselle di Bologna 1832 - Bologna 1916)

Luigi Bertelli (Caselle di Bologna 1832 – Bologna 1916) è a Parigi nel 1867 in occasione dell’Esposizione Universale che allora vi ebbe luogo. L’area intera della pittura francese moderna, dai paesaggisti della Scuola di Barbizon sino ai realisti Courbet e Millet, gli fornisce allora un bagaglio che egli seppe mettere a frutto prendendo nel contesto artistico italiana una posizione del tutto originale.
Il superamento del vedutismo tradizionale, sia dal punto di vista del rapporto tra natura ed emozioni umane, sia da quello dell’intervento della luce nelle sue variazioni, sono accolti consapevolmente da Berteli.
La sua situazione in una Bologna nella quale prevaleva uno stanco accademismo fu assai dura, fra difficoltà economiche e totale incomprensione della critica nei riguardi della sua ricerca. In questo difficile contesto, Bertelli mantenne aperta nel tempo la sua fedeltà al proprio assunto. Nei paesaggi del bolognese e dei laghi lombardi, Luigi Bertelli trasferisce la sua visione d’una natura vivente, la cui realtà materiale vibra d’una forza oscura ma poderosa,e ad essa l’artista si abbandona con emozionata serenità.
Dopo una lunga fase durante la quale l’opera di questo pittore ebbe scarsa attenzione, essa è ora oggetto d’una più attenta e adeguata considerazione.


Antonio Del Guercio