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Vincenzo Gemito (Napoli 1852 - Napoli 1929)

Vincenzo Gemito (Napoli 1852 – 1929) si forma nella bottega dello scultore accademico Caggiano, che lasciò ben presto. Ebbe sodalizio con Antonio Mancini nell’ambito della comune inclinazione verso un’arte verista. Emerse nel 1868 con Il giocatore, un’opera che fu ammessa all’Esposizione della Promotrice di Napoli nello stesso anno.
Vasta è la sua produzione di ritratti di personaggi dell’epoca, da Morelli a Fortuna e a Verdi, sempre realizzati al livello d’uno straordinario virtuosismo tecnico unito ad un’acuta penetrazione nella psicologia dei suoi modelli.
Lo stesso possesso d’una tecnica sofisticata si ritrova nella folta serie di rappresentazioni di personaggi napoletani tipici – fra i quali gli “scugnizzi”. Questa particolare tematica è segnata dalla frequentazione appassionata che Gemito dedica alle opere ellenistiche presenti nel Museo di Napoli.
I ritratti e i personaggi napoletani – dai pescatorelli agli acquaioli – gli assicurano una fama precoce favorita anche dal patronato di Domenico Morelli.



Antonio Del Guercio