Salta al contenuto

Giovanni Segantini (Arco 1858 - Schafberg 1899)

Giovanni Segantini (Arco 1858 – Schafberg 1899) ha un’infanzia difficile che lo conduce anche in riformatorio. Si forma nell’Accademia di Brera, subendo l’influenza del particolare naturalismo lombardo segnato dal luminismo di Tranquillo Cremona e di Daniele Ranzoni, per volgersi successivamente in direzione del realismo. Dal 1886 all’anno della sua scomparsa, soggiorna in Svizzera, nei Grigioni, volgendo la sua ricerca in una direzione che intimamente riunisce la vocazione naturalistico-realistica e il linguaggio divisionista che dalla Francia si andava espandendo in diverse parti d’Europa.
Una caratteristica essenziale dell’arte di Segantini è la spinta ideale, sempre più esplicita nel tempo, ad innestare sui fondamenti dello sguardo diretto che egli rivolge alle realtà del mondo, e in particolare del mondo contadino, una valenza allegorica.
Questa tendenza a dar valore allegorico alle sue opere lo collega, da questo punto di vista, alla cultura del simbolismo anch’essa in larga espansione in Europa a partire non solo dalla Francia ma anche dai Paesi di lingua tedesca, l’Austria in particolare, oltre alla Svizzera.
Giovanni Segantini si trova dunque ad un complesso crocevia di linguaggi e d’ideali, tutti fortemente presenti nelle fasi ultime dell’Ottocento.
La rifusione personale delle diverse suggestioni espressive che egli accolse fa di Segantini un protagonista rilevantissimo dell’arte europea del suo tempo.


Antonio Del Guercio