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Alberto Ziveri (Roma 1908 - Roma 1990)

Alberto Ziveri Roma (1908-1990), dopo la frequentazione dal 1921 al 1929 del Liceo Artistico e della scuola serale di San Giacomo per le Arti Ornamentali, è incoraggiato a seguire la propria vocazione di pittore da Guglielmo Janni, un pittore di non secondaria qualità, che oggi andrebbe rivisitato.
Nel 1928 Janni gli regala il volume su Piero della Francesca che Roberto Longhi aveva pubblicato l’anno precedente. Ziveri ne è profondamente influenzato, e dopo i soggiorni a Parma, città d’origine della sua famiglia dove studiò intensamente Mantegna, il Parmigianino e Correggio, comincia ad elaborare la sua arte matura.
Sceglie la via del tonalismo che in effetti collega, sia pure con varianti assai diversificate, ben tre generazioni d’artisti italiani. Sia per l’appartenenza ad uno strato generazionale apparso dopo la fase delle avanguardie storiche, sia per la profonda inclinazione figurativo-realistica, Ziveri è estraneo alla revisione culturale che conduce ai “ritorni all’ordine”.
Al tempo stesso, una robusta qualità popolana guida questo pittore verso una concreta quotidianità di mercati affollati, d’angoli della Roma plebea, di sale d’attesa di case di tolleranza.
Se è vero che la pittura di Ziveri rientra nel vasto alveo del tonalismo, una materia pittorica ricca, corposa, intimamente luminosa anche nelle scene notturne e struttura spaziale solidamente costruita, ne qualificano tuttavia l’originalità rispetto agli altri casi della stessa linea espressiva.


Antonio Del Guercio