Salta al contenuto

Roberto Melli (Ferrara 1885 - Roma 1958)

Roberto Melli (Ferrara 1885-Roma 1958) nato nel 1885, non appartiene solo anagraficamente alla generazione che apre la fase delle avanguardie storiche: Pablo Picasso è del 1881, e dello stesso anno o degli anni attorno al 1881 sono la maggior parte dei protagonisti delle avanguardie storiche.
Dopo aver orientato il proprio lavoro di scultura verso Medardo Rosso, egli si volge infatti ad una plastica influenzata dalla ricerca futurista del dinamismo, proponendo opere strutturate in forme essenziali e segnate da un  confronto serrato tra i pieni e i vuoti.
Nel 1918 è con Mario Broglio nella creazione della rivista Valori Plastici, alle cui mostre, in Germania e in Italia egli partecipa tra il 1921 e il 1922.
Melli lascia la scultura dopo la fine della prima guerra mondiale, e in pittura avvia un’evoluzione che lo conduce nella direzione del tonalismo, ossia d’una pittura nella quale il colore appare sempre sottoposto all’azione svariante d’una luce che lo penetra intimamente. Come ogni altra esperienza artistica, il tonalismo fu un ambito di carattere generale entro il quale sensibilità e qualità diverse ebbero a manifestarsi, a cominciare da quella – la più alta – di Giorgio Morandi. La versione di Melli del tonalismo è segnata da una dialettica tra forme rigorosamente elaborate ed un sottile lirismo, nonché da un richiamo costante alla lezione di Cézanne sul terreno dell’organizzazione dei volumi.
La sua attività di critico e di organizzatore di cultura è assai ampia, sorretta da una rigorosa consapevolezza culturale delle diverse scelte che egli compie nel tempo, e da una notevole apertura verso gli artisti più giovani, come Capogrossi e Cavalli ai loro esordi.


Antonio Del Guercio