Salta al contenuto

Riccardo Francalancia (Assisi 1886 - Roma 1965)

Riccardo Francalancia (Assisi 1886-Roma 1965) perviene alla pittura da un percorso che lo vede laurearsi in scienze politiche ed impiegarsi poi come bancario.
La frequentazione assidua del Caffè Aragno, vero e proprio salotto culturale della Roma fra le due guerre, e quella della Casa d’Arte Bragaglia che ha un ampio sguardo sull’arte contemporanea, gli offrono i riferimenti fondamentali della sua vocazione di pittore.
Le sue prime opere, di vena fantastica, sono del 1919. Nel 1921, Mario Broglio lo include nella mostra Das Junge Italien, che propone in diverse città tedesche le figure degli artisti italiani allora emergenti. E’ presente negli anni Venti in diverse mostre del movimento di “Novecento”, e nel 1929 ottiene l’avallo critico di Roberto Longhi.
Vicino a Donghi e a Trombadori, ma al tempo stesso non privo di consonanze con la Scuola Romana di Scipione e Mafai, Francalancia riversa nei suoi paesaggi d’Umbria, di Lazio e di Roma quell’immobilità stupefatta che è l’attributo tipico, non solo in Italia, del “realismo magico” fra le due guerre.



Antonio Del Guercio