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Giulio Turcato (Mantova 1912 - Roma 1995)

Giulio Turcato nasce a Mantova nel 1912. Ha una prima giovinezza “nomade” e “dura per l’esistenza”, spesa fra Venezia, Milano, Palermo, Roma: dove si stabilisce nel ’43, partecipando attivamente alla Resistenza, e iscrivendosi al partito comunista. Inizia qui, partecipando alla IV e ultima Quadriennale di Oppo (1943), una fitta attività espositiva, che lo vedrà presente negli anni seguenti, fra l’altro, a “L’arte contro la barbarie”, ad una collettiva della galleria del Secolo ove firma un “manifesto neo-cubista” steso da Corpora e Guttuso (1946), alla prima mostra del “Fronte Nuovo delle Arti” a Milano (1947), alla partecipazione del movimento alla Biennale di Venezia del ’48, e a tutte le principali uscite pubbliche di “Forma”, il gruppo di giovani (fra cui Dorazio, Perilli, Accardi, Sanfilippo, Consagra) cui ha aderito fin dalla fondazione, nel marzo del ’47.
Nel ’49, quando espone nuovamente alla galleria del Secolo, si fa definitivamente chiara la renitenza di Turcato, da una parte, a sposare testualmente la dogmatica teoria dell’impegno politico e sociale dell’arte, e dunque ad aderire al nascente “realismo socialista”, dall’altra ad abbracciare senza remore i dettami dell’astrazione formalista, di cui subito intravede i rischi d’accademia. Questo doppio diniego gli varrà durevolmente un ostracismo e un sospetto che la sua pittura, vieppiù fondata sulla libera espansione di un colore timbrico, non cesserà d’incontrare, anche nei decenni seguenti, quando essa si qualificherà come una delle conquiste più straordinarie della nostra vicenda della seconda metà del secolo, e quando anche un largo riscontro internazionale verrà ad accompagnare i suoi anni maturi e tardi.
Turcato muore a Roma nel 1995.


Fabrizio D'Amico