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Nicola Galante (Vasto 1883 - Torino 1969)

Nasce a Vasto il 7 dicembre 1883. Dopo essersi impadronito del mestiere di ebanista si trasferisce a Torino nel 1907 dove avvia un'attività artigianale in proprio. Nel 1910 inizia la collaborazione alla rivista torinese di arti decorative “L'Artista Moderno” con articoli e progetti di arredo. Ha un rapporto epistolare con Soffici, per il quale esegue xilografie su “Lacerba” e suo tramite entra in contatto con il Cubismo. La sua prima mostra personale è a Londra nel 1920 al Chelsea Art Club. Nello stesso anno Prampolini lo presenta a Roma alla Casa d'arte italiana, e a Ginevra lo inserisce in uno schieramento che va da Balla a Sironi, Depero, Russolo e Dottori. Risale al 1922 il suo approdo alla pittura, guardando ai Macchiaioli toscani, a Cezanne "per la struttura del quadro" come lui stesso scriverà e a Braque "per quella sua costruzione di spazio irreale ottenuta con soli toni". Nel 1929 influenzato da Lionello Venturi e da Persico si unisce con Chessa, Levi, Menzio, Paolucci e J. Boswell e al gruppo cosidetto dei Sei. Allo stesso anno risale la prima mostra del gruppo, in occasione della quale è attaccato da Soldati, e difeso da E. Zanzi, e poco dopo A. Grande lo definisce "uno dei più schietti rappresentanti dell'arte strapaesana". Tiene alcune mostre a Torino fino a tutti gli anni Cinquanta e si spegne in questa città nel 1969.



Augusta Monferini