Salta al contenuto

Marco Gastini (Torino 1938)

Marco Gastini è nato a Torino nel 1938. Esordisce nel ’58; ha la prima personale nel ’64 (dopo il diploma  all’Accademia di Belle Arti di Torino); nel ’68 approda all’astratto, scavalcando l’esperienza informale e materica che intuisce ormai superata. Vengono allora i primi lavori maturi, che prediligono il bianco, la rarefazione, la trasparenza. Il gesto libero che ancora accompagna le macchie di piombo e antimonio tracciate sul muro o su una lastra di plexiglas si placa in ‘Disegno’ (1971), semplice tracciato di ortogonali e di segni minuti scritti a carbone e pastello. Cerca però fin d’ora, contemporaneamente a questa nudità, una vocazione ambientale per la sua pittura, che esce sempre dal rettangolo della tela e sovente dalla parete, invadendo lo spazio del fruitore.
Si lega d’amicizia con molti artisti della pittura analitica (così come era stato prossimo ai primi “poveristi”, nel crogiolo fertile della Torino d’anni Sessanta), ma cova già adesso un’insoddisfazione per una ricerca troppo casta e troppo autoriflessiva. All’inizio degli anni Ottanta, prima conservando il bianco come colore egemone, poi adottando accanto ad esso soprattutto il blu e il rosa, torna a gremire le sue immagini di gestualità più ricche e impreventivate. È l’albore della stagione che proseguirà felicemente sino ad oggi, nella quale Gastini  diviene artista singolarissimo, con nessun altro scambiabile, lontano da ogni ecclesia, manifesto, programma: le sue tele, libere sulla parete, si caricano ora vieppiù di materiali eterodossi (pergamene, carrube, stagno, vetro, pietre) sovrammessi alla tela, coperti anch’essi di materia cromatica, in un crescendo emozionale che giunge presto al parossismo, ove tutto è azzardo, rischio, effrazione. 
Gastini, artista di largo prestigio internazionale (sue importanti personali e, a partire dall’82, retrospettive, si sono svolte in numerosi fra i principali musei italiani e in molti spazi pubblici e privati europei e statunitensi), vive e lavora a Torino.


Fabrizio D'Amico