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Enrico Castellani (Castelmassa 1930)

Enrico Castellani nasce a Castelmassa, in provincia di Rovigo, nel 1930. Si trasferisce a Bruxelles, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti e si laurea in architettura. Nel 1956, a Milano, si dedica interamente alla pittura, esordendo nel ’58 con dipinti di temperie informale, suggestionati da Wols, Fautrier, Tobey. Da questo suo già convincente modo, carico insieme di slancio gestuale e di intenzioni progettuali, egli evolve nel ’59 verso una pittura interamente “oggettuale” che, radicalizzando certe pulsioni già state interne al Mac (il milanese “Movimento d’Arte Concreta”), ma anche in sintonia con le prime manifestazioni concettuali, fa del quadro un oggetto, appunto, interamente estraneo all’esperienza e alle sue suggestioni, autofondato, autoriflessivo.
Castellani si lega allora a Piero Manzoni, con il quale fonda la rivista “Azimuth” e dà vita all’omonimo spazio espositivo, che hanno breve ma intensa vita, qualificandosi come una delle punte dell’avanguardia internazionale. Inventa e pratica, da allora in avanti con rigore assoluto, una pittura fatta di leggeri sollevamenti della tela dal piano di superficie (forse ripensando ai ‘Gobbi’ di Burri, dei quali anche attraverso Fontana doveva aver inteso tutto il portato rivoluzionario), in un’alternanza di pieni e di vuoti, di abbrivi e di pause che, iterata con assiduità modulare per tutta l’estensione della spazialità del dipinto, concentra l’attenzione del riguardante sulle variazioni percettive che l’incidenza luminosa vi registra.
Castellani ha da allora, nell’apparente identità serbata, assai variato la sua ricerca, in direzioni diverse; ad esempio sostituendo, negli anni più recenti, al modulo rigorosamente geometrico cui a lungo ha ispirato i suoi elaborati un più libero sistema compositivo. Ha esposto ovunque in Europa, America e Giappone.


Fabrizio D'Amico