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Giorgio Morandi (Bologna 1890 - Bologna 1964)

Giorgio Morandi nasce a Bologna nel 1890. S’iscrive nel 1907 all’Accademia, ove si diploma solo nel 1913. A quella data ha già licenziato i primi dipinti maturi, e le prime acqueforti: gli uni e le altre d’impronta cézanniana. Verso Cézanne, è indirizzato da Ardengo Soffici, che più di chiunque altro orienta i suoi passi giovanili. A lui, probabilmente, è da ascrivere anche il breve avvicinamento di Morandi al futurismo, che culmina in alcune ‘Nature morte di vetri’ cubo-futuriste. Viene poi la prossimità alla metafisica di Carrà e De Chirico, con i quali partecipa anche a “Valori Plastici”: esperienza che si conclude nel 1920.
A partire dal ’21, Morandi – ormai stabilmente a Bologna, nella casa famigliare ove ha studio e ove lo accudiscono devotamente le tre sorelle – si isola vieppiù da ogni movimento e solidarietà di gruppo (si avvicina solo, sempre sollecitato da Soffici, al “Selvaggio”, tra ’26 e ’28, pubblicando molte incisioni sulla rivista di Maccari), e cerca in solitudine il suo linguaggio più alto. L’incisione ha un’acme attorno al ’33-’34, poi viene quasi abbandonata. La pittura, a lungo trascurata dalla critica, ha un primo importante riconoscimento con il premio, e la vastissima personale, alla III Quadriennale romana del ’39; quindi, nella prima Biennale veneziana del dopoguerra, con il gran premio per la pittura.
Da allora in avanti s’incrementa la sua fama e il suo successo, anche internazionale (nonostante egli non segua mai all’estero la sua pittura, ove essa viaggia in importanti sedi europee e americane). Morandi, che in vita s’era scelto un collezionismo eletto ma ristretto, concentrato soprattutto a Milano, dopo la morte viene definitivamente riconosciuto come uno dei maggiori pittori italiani del secolo, e la sua opera è attualmente ricercata dalle principali collezioni pubbliche e private in tutto il modo.


Fabrizio D'Amico