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Piero Dorazio (Roma 1927 - Todi 2005)

Piero Dorazio nasce a Roma nel 1927. Fin da giovanissimo si dedica alla pittura, così che il dibattito acceso dell’immediato dopoguerra fra arte impegnata e formalismo lo vede già consapevolmente e combattivamente schierato per un’arte indipendente da ogni condizionamento politico. Con questi intenti, supera presto l’esperienza del gruppo di “Arte Sociale”, cui aveva aderito, e delle riviste “Ariele” e “La Fabbrica”, e fonda con altri giovani colleghi “Forma”, pubblicando un numero-manifesto che si rivela essere il primo documento italiano decisamente incline all’astrattismo (marzo-aprile del 1947). Seguiranno le adesioni, o la direzione, di riviste, movimenti, associazioni diverse, fra le quali l’Art Club, l’Age d’Or, “Spazio”, “Arti Visive”, e molte altre.
Da allora in avanti, attraverso un’attività senza requie esplicata in Italia, in Francia, in Germania e presto negli Stati Uniti (ove per la prima volta soggiorna lungamente fra ’53 e ’54), Dorazio, che ha sovente accanto in questi anni Achille Perilli e Mino Guerrini, propone con consequenzialità e tagliente rigore polemico, e attraverso conoscenze ed amicizie innumerevoli fra gli artisti e gli intellettuali più all’avanguardia, in Europa e in America, una propria visione della pittura che cerca un’astrazione lontana dal gestualismo e dal materismo che connotano tutto l’informale internazionale; una pittura che, avendo per maestri il divisionismo italiano di Previati, Boccioni e Balla e l’esempio di qualche grande maestro delle prime avanguardie storiche, come Kandinsky o Matisse, si fonda sulla luce e sulla sua interazione con il colore. Dalla Biennale di Venezia a Documenta di Kassel, Dorazio ha esposto a più riprese nelle più importanti mostre collettive internazionali, e ovunque nel mondo ha tenuto personali in altrettanto prestigiosi enti privati.
È morto a Todi, dove da tempo s’era trasferito, nel 2005.


Fabrizio D'Amico