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Carlo Levi (Torino 1912 - Roma 1975)

Carlo Levi (Torino 1912 – Roma 1975) si laurea in Medicina, ma le sue prove in pittura sono precoci. E’ allievo di Casorati, ma la sua frequentazione del centro artistico parigino lo sospinge in una direzione del tutto diversa da quella del maestro. A Parigi infatti, nel complesso contesto artistico che egli vi incontra, egli compie delle scelte precisamente orientate: verso Modigliani, e verso alcuni casi dell’espressionismo internazionale quali Soutine e Pascin.
Orientamenti estetici e orientamenti politici (egli è presto coinvolto nell’attività clandestina di Giustizia e Libertà animata dai fratelli Rosselli) convergono a fare di lui un deciso oppositore del “ritorno all’ordine” e della retorica di regime. E’, assieme a Paulucci, Menzio, Chessa, Galante e la Boswell, nel gruppo dei Sei di Torino, che nel 1929 apre la via alla rivolta anti-novecentista dei giovani artisti italiani.
A partire dal 1929 e sino al 1935, quando verrà confinato in Lucania per ragioni politiche, le sue opere sono segnate da un linguaggio nel quale espressionismo e fauvismo s’incontrano in modo originale.
Durante il soggiorno in Lucania e dopo, Levi s’orienta verso una pittura nella quale il dato realista è del tutto preminente.


Antonio Del Guercio