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Massimo Campigli (Firenze 1895 - Saint Tropez 1971)

Massimo Campigli (Firenze 1895- Saint Tropez 1971) inizia a dipingere a Parigi, dove è corrispondente del Corriere della Sera, nel 1919. I suoi interessi sono orientati verso il divisionismo di Seurat e verso le differenti posizioni cubiste di Picasso e di Léger.
Al tempo stesso, le arti primitive, quella egizia in primo luogo, e gli stili arcaizzanti dell’antichità greca, attraggono intensamente la sua attenzione e costituiscono basi per l’elaborazione del suo linguaggio.
E’ più tarda invece, ossia del 1928, la sua attenzione all’arte etrusca incontrata nel museo di Valle Giulia a Roma.
Assieme ad altri protagonisti del Novecento italiano come De Chirico, Sironi e Funi, egli ha lavorato alla decorazione murale della sala del Trono a Milano.
Il suo linguaggio maturo rifonde gli originari interessi per il cubismo, quello di Léger in primo luogo, con l’attenzione agli arcaismi e ai primitivismi.
 Questo tipo di rifusione tra modelli storicamente e formalmente assai diversi costituisce uno degli aspetti nei quali si realizza tra le due guerre la rielaborazione dei linguaggi artistici dopo le avanguardie storiche e nell’ambito del “ritorno all’ordine”.


Antonio Del Guercio