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Mario Sironi (Sassari 1885 - Milano 1961)

Mario Sironi (Sassari 1885 - Milano 1961) è uno dei più rilevanti artisti italiani del secolo Ventesimo. Frequenta a Roma tra il 1908 e il 1914 lo studio di Balla, che gli fa incontrare Boccioni e Severini. Un nuovo incontro con Boccioni ha luogo nel 1914 a Milano dove egli s’era trasferito, e dove aderisce al movimento futurista.
La partecipazione di Sironi al Futurismo fu del tutto particolare. Tra l’altro, egli non aveva alle spalle il passato divisionista dei primi protagonisti del movimento, ma un’inclinazione verso una sorta di verismo carico di pathos.
La pittura di tipo futurista che egli persegue sino al 1918 non si fonda sulla dinamica dei volumi, ma su un colore che assume su di sé, quasi serrato entro un disegno energico e sommario, il carico espressivo dell’opera.
Un colore che, su una dominante grigia variamente declinata, tende  al monocromo, come è nel Camion del 1914.
Sulla fine degli anni Dieci Sironi accoglie in qualche modo la lezione della Metafisica di De Chirico, come del resto accade ad altri artisti primari della sua epoca.
Questa lezione giova a conferire ai suoi temi di desolata periferia industriale una dilatazione monumentale, che ben più tardi si trasferirà nelle opere celebrative commissionate dal regime fascista, nelle quali non di rado, al di là della retorica ufficiale, traspare una non edulcorata visione delle cose del mondo e della condizione umana.
Fu uno dei fondatori del movimento di “Novecento”, entro il quale la robusta vocazione ad un a sorta di moderno verismo, non aneddotico ma essenziale nell’espressione della realtà urbana e industriale, include emozioni intense, oggettivazioni profonde d’una moderna melanconia.


Antonio Del Guercio