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Antonio Marasco (Nicastro 1896 - Firenze 1975)

Nasce a Nicastro (Lamezia Terme) nel 1896, muore nel 1975 a Firenze, città nella quale si era trasferito sin dal 1906 insieme alla famiglia e dove, dopo aver intrapreso studi tecnici, si iscrive nel 1912 al Liceo Artistico e poi all'Accademia di Belle Arti. In questa Accademia è allievo di Galileo Chini cominciando già nel 1913 a frequentare l'ambiente futurista della città costituito dall'allora giovanissimo Primo Conti, oltre che da Rosai, Nannetti e Pettoruti. Nel 1914 incontra a Berlino Filippo Tommaso Marinetti che lo inviata a seguirlo nel suo viaggio in Russia dove Marasco conosce artisti come Malevic e Puni e vende un suo dipinto al noto collezionista I. Morosov. Incontra, di ritorno a Firenze, Umberto Boccioni e dopo la guerra del '15-18 che lo vede volontario nell'Arma del Genio, conosce Balla e Bragaglia. Nel 1919 distrugge ventisette tele esposte nell'Accademia di Belle Arti per protesta contro l'“arte passatista”, azione che gli vale l'espulsione da tutte le accademie di Italia, mentre Marinetti lo definisci << mistico dell'azione >>. La sua pittura ispirata al 'dinamismo plastico' di matrice boccioniana viene esposta a Berlino nel 1921 nonché a Torino e a Dusseldorf. Si avvicina a una sintassi cubo-futurista negli anni Venti e all'Aeropittura che esporrà Biennale veneziana del 1932. Nell'anno seguente pubblica il “Manifesto dei Gruppi Futuristi Indipendenti” entrando in polemica con Marinetti. Avendo aderito nel 1943 alla Repubblica Sociale Italiana viene processato e condannato per collaborazionismo. Nel 1949 si trasferisce a Roma dove espone in diverse gallerie.

Augusta Monferini